Archive for the ‘prove’ Category

Si ricomincia!!

19/08/2014


Quest’anno, prima volta in nove anni, ci siamo presi una pausa di ben un mese per riposarci dopo le fatiche canore di un
intero anno…e ora siamo pronti a riprendere il cammino che ci porterà a festeggiare fra un anno i nostri “primi” dieci
anni di coro.
Ecco i nostri prossimi impegni:
il giorno 2 settembre…piccola festa di inizio. Una pizza e tante parole; a volte la distanza fra noi non ci permette lo
spazio di “quattro chiacchere” in libertà, che ci aiutino a conoscerci e non solo a programmare.
Quindi il 7 prove lunghe con il nostro direttore, Nehemiah Brown; tante cose da dire e da cantare in attesa del 21
settembre, giorno in cui il nostro direttore diventerà Pastore di una chiesa in Firenze…grande gioia per lui, grande
gioia per noi!
Quindi il 9 e 16 settembre audizioni per eventuali nuovi ingressi: oltre questa data non accettiamo ingressi fino al
prossimo anno. Quindi se qualcuno si vuole candidare può presentarsi alle 21 presso la nostra sede di Carpi in Corso
Fanti, eventualmente inviando una mail di presentazione a info@faithgospelchoir.it alla mia attenzione (Rossana).
Vi lascio questo video…a volte ci dimentichiamo quante cose abbiamo fatto insieme durante un anno e quante emozioni
abbiamo condiviso…con l’augurio per il prossimo anno che va a iniziare di essere”creta nelle Sue mani”
“Have Thine own way, Lord! Have Thine own way!
Thou art the Potter, I am the clay.
Mold me and make me after Thy will,
While I am waiting, yielded and still”

Prove in gospel: nuovi ingressi

16/05/2014

proveFaith

Quando i cori crescono…
E’ sempre bello avere delle nuove reclute con le quali condividere le emozioni che ci regala il cantare gospel insieme.
Bello..ma non sempre facile: voci da impostare, un repertorio vasto da imparare, tecnica vocale (molto varia in verità nel gospel) da apprendere il più velocemente possibile, movimenti del corpo e, sopra a tutto, affiatamento con il resto del coro.
E ieri sera, oltre alle new entry di varie età, con noi anche il nostro amico chitarrista Alberto Rompianesi: ci siamo divertiti noi e anche Nehemiah Brown.
A proposito di ingressi: se qualcuno volesse iniziare questo è il periodo più giusto.
Quali caratteristiche deve avere un “nuovo corista”?
Beh, di base deve essere intonato. In un coro di piccole dimensione (volute, per altro)  ogni corista è protagonista e non si può certo nascondere dietro a nessuno (per questo amo i cori piccoli.n.d.r.).
Poi serve buona volontà, assidua presenza, registratore, tanta pazienza e tanta, tanta, tanta passione!
L’età non è influente e neppure la conoscenza della musica e della lingua inglese.
Indispensabile è, invece, la condivisione e il rispetto del “motivo” di fondo che anima il coro, la condivisione della scelta del nostro cantare.

Al momento sono aperte le audizioni in particolare per n.2 coristi uomini.

Per ogni informazione: info@faithgospelchoir.it – c.a. Rossana
Vi aspettiamo

Canto gospel: l’importanza delle prove

30/01/2011

In tutti i cori il momento delle prove è un momento importante: è così anche per noi.

Nelle prove si forma il “carattere del coro”, si uniscono gli animi, si sperimenta…. e a volte ci si rafforza anche con qualche momento “fuori dalle righe”. E’ bello cantare insieme! E’ bello anche non prendersi troppo sul serio. E’ bello stare bene insieme agli altri coristi!

Provare, provare, provare

02/10/2010

Oggi: prove.

Dopo il seminario, abbiamo iniziato a provare canti vecchi e nuovi per i prossimi concerti di novembre.
La nostra sala prove è a Carpi, in Corso Cabassi, ed è una piccola cappella….

Provare, ma perchè?
Per imparare canti nuovi? Anche
Per unire gli spiriti? Anche
Dice il salmo 32:  Cantate inni al Signore, cantate inni con arte
Ecco il commento di Sant’Agostino a questo salmo
Cantate a Dio con arte nel giubilo

Dal «Commento sui salmi» di sant’Agostino, vescovo
(Sal 32, Disc. 1, 7-8; CCL 38, 253-254)
«Lodate il Signore con la cetra, con l’arpa a dieci corde a lui cantate. Cantate al Signore un canto nuovo!» (Sal 32, 2.3). Spogliatevi di ciò che è vecchio ormai; avete conosciuto il nuovo canto. Un uomo nuovo, un testamento nuovo, un canto nuovo. Il nuovo canto non si addice ad uomini vecchi. Non lo imparano se non gli uomini nuovi, uomini rinnovati, per mezzo della grazia, da ciò che era vecchio, uomini appartenenti ormai al nuovo testamento, che è il regno dei cieli. Tutto il nostro amore ad esso sospira e canta un canto nuovo. Elevi però un canto nuovo non con la lingua, ma con la vita.
Cantate a lui un canto nuovo, cantate a lui con arte (cfr. Sal 32, 3). Ciascuno si domanda come cantare a Dio. Devi cantare a lui, ma non in modo stonato. Non vuole che siano offese le sue orecchie. Cantate con arte, o fratelli. Quando, davanti a un buon intenditore di musica, ti si dice: canta in modo da piacergli; tu, privo di preparazione nell’arte musicale, vieni preso da trepidazione nel cantare, perché non vorresti dispiacere al musicista; infatti quello che sfugge al profano, viene notato e criticato da un intenditore dell’arte. Orbene, chi oserebbe presentarsi a cantare con arte a Dio, che sa ben giudicare il cantore, che esamina con esattezza ogni cosa e che tutto ascolta così bene? Come potresti mostrare un’abilità così perfetta nel canto, da non offendere in nulla orecchie così perfette?
Ecco egli ti dà quasi il tono della melodia da cantare: non andare in cerca della parole, come se tu potessi tradurre in suoni articolati un canto di cui Dio si diletti. Canta nel giubilo. Cantare con arte a Dio consiste proprio in questo: Cantare nel giubilo. Che cosa significa cantare nel giubilo? Comprendere e non saper spiegare a parole ciò che si canta col cuore. Coloro infatti che cantano sia durante la mietitura, sia durante la vendemmia, sia durante qualche lavoro intenso, prima avvertono il piacere, suscitato dalla parole dei canti, ma, in seguito, quando l’emozione cresce, sentono che non possono più esprimerla in parole e allora si sfogano in sola modulazione di note. Questo canto lo chiamiamo «giubilo».
Il giubilo è quella melodia, con la quale il cuore effonde quanto non gli riesce di esprimere a parole. E verso chi è più giusto elevare questo canto di giubilo, se non verso l’ineffabile Dio? Infatti è ineffabile colui che tu non puoi esprimere. E se non lo puoi esprimere, e d’altra parte non puoi tacerlo, che cosa ti rimane se non «giubilare»? Allora il cuore si aprirà alla gioia, senza servirsi di parole, e la grandezza straordinaria della gioia non conoscerà i limiti delle sillabe. Cantate a lui con arte nel giubilo (cfr. Sal 32, 3).